Glossario

Compressione Gzip/Brotli

La compressione Gzip e Brotli è una tecnica usata per ridurre il peso dei file che un server web invia al browser. In pratica, prima che un documento HTML, un foglio CSS o uno script JavaScript parta dal server, viene compresso in modo simile a come si fa con un archivio .zip. Il browser riceve il pacchetto alleggerito e lo ricostruisce istantaneamente. Risultato: meno dati trasferiti, caricamenti più rapidi, utenti più soddisfatti.

Perché conta davvero

Ogni byte in meno significa meno tempo d’attesa. Un sito senza compressione può sembrare pesante anche con una buona grafica e un codice pulito. Con Gzip o Brotli, la differenza è spesso percepibile a occhio nudo: pagine che prima sembravano lente improvvisamente si aprono con fluidità. Non è solo un fatto di velocità percepita, ma anche di posizionamento: i motori di ricerca premiano siti che rispondono in tempi brevi.

Come si applica in un progetto web

Attivare Gzip o Brotli non è un’operazione che si vede a occhio, ma si sente nei tempi di caricamento. Una web agency può abilitarli a livello di server, configurando Apache, Nginx o servizi cloud come Cloudflare. È un lavoro tecnico che spesso si fa una volta sola, ma che porta benefici costanti. Brotli, più recente, tende a comprimere meglio di Gzip soprattutto su file testuali, ma richiede una configurazione leggermente più accurata.

Il ruolo di un’agenzia

Un’agenzia digitale come The Rope non si limita ad attivare la spunta “compress”. Verifica quali file conviene comprimere e quali no: ad esempio immagini e video sono già compressi e non avrebbero vantaggi reali, mentre HTML e CSS possono ridursi anche del 70%. Inoltre controlla che la compressione non impatti la CPU del server in modo eccessivo, bilanciando prestazioni e stabilità.

Errori da evitare

Un errore comune è pensare che basti attivare la compressione una volta e dimenticarsene. In realtà, con aggiornamenti del server o migrazioni di hosting, può capitare che la configurazione venga persa. Un altro sbaglio è comprimere file che non ne hanno bisogno, sprecando risorse e senza ottenere benefici. Infine, bisogna sempre testare: non tutti i browser supportano allo stesso modo Brotli, quindi va previsto un fallback automatico a Gzip.

Un esempio pratico

Immaginiamo un sito con un file CSS da 200 KB. Senza compressione, ogni utente scarica per intero quei 200 KB. Con Gzip, lo stesso file può scendere a 40-50 KB. Su cento utenti che visitano la pagina, significa risparmiare diversi megabyte di traffico e secondi preziosi di attesa. Con Brotli, lo stesso file può ridursi ancora di più. È un miglioramento invisibile a livello visivo, ma fondamentale per l’esperienza complessiva.