Glossario

Case study

Un case study è il racconto dettagliato di un progetto reale, una sorta di storia documentata che mostra come un problema concreto sia stato affrontato e risolto. Non è una brochure autocelebrativa, ma un pezzo di realtà che mette in luce obiettivi, ostacoli, soluzioni e risultati. Nel digitale assume un valore particolare perché offre a chi legge la possibilità di capire non solo cosa è stato fatto, ma anche come.

Perché conta davvero

Nel mondo del web marketing e dello sviluppo digitale, le parole da sole non bastano. Un case study diventa la prova tangibile della competenza di un team. Mostrare numeri, processi e impatti concreti serve a generare fiducia: chi cerca un partner digitale non vuole promesse generiche, vuole vedere risultati documentati. È un po’ come aprire il backstage di un concerto: non si vede solo lo spettacolo finale, ma anche il lavoro dietro le quinte.

Dentro un progetto web

Quando si parla di siti, e-commerce o campagne digitali, un case study non si limita a elencare funzionalità. Racconta la sfida iniziale, spiega perché certe scelte di design o di tecnologia sono state fatte e mostra l’impatto sui dati: più traffico, più conversioni, una user experience più fluida. È un documento che collega il punto di partenza con il punto di arrivo, rendendo chiaro il percorso.

Il ruolo di una web agency

Una web agency come The Rope può sfruttare i case study per dimostrare metodo e visione. Non si tratta solo di “mostrare un bel sito”, ma di raccontare come si è arrivati a quel risultato. Spiegare le scelte strategiche, il dialogo con il cliente, gli strumenti usati e gli obiettivi raggiunti è ciò che distingue un portfolio statico da un case study vivo e utile. Questo approccio rende trasparente il valore dell’agenzia e aiuta chi legge a immaginarsi nello stesso percorso.

Gli errori da evitare

Capita spesso di confondere un case study con una galleria di screenshot. Se ci si limita a far vedere il risultato finale senza spiegare i passaggi, si perde il senso. Altro errore tipico è quello di gonfiare i dati o di usare un linguaggio troppo tecnico: chi legge deve poter comprendere senza sentirsi escluso. Un case study funziona solo se è onesto, chiaro e narrato con ritmo.

Un mini esempio pratico

Pensiamo a un cliente che gestiva un piccolo negozio fisico e voleva portare online i propri prodotti. Il case study racconterebbe come l’agenzia ha analizzato il mercato, scelto una piattaforma e-commerce adatta, progettato un design semplice e ottimizzato per mobile, fino a mostrare i primi dati di crescita delle vendite. Non serve un romanzo, basta far capire il percorso e i risultati, così chi legge può riconoscere situazioni simili alla propria.