Glossario

Event tracking

L’event tracking è la pratica di monitorare le azioni specifiche che un utente compie su un sito web o su un’app. Non parliamo di semplici visite alle pagine, ma di comportamenti più mirati: clic su un bottone, avvio di un video, download di un file. In altre parole, serve a capire non solo quanti utenti arrivano, ma cosa fanno davvero una volta lì.

Perché è così importante

Nel digitale i numeri contano, ma i numeri giusti contano di più. Sapere che una landing page ha ricevuto mille visite è utile fino a un certo punto. È molto più prezioso sapere che duecento persone hanno cliccato sul pulsante “Richiedi preventivo”. L’event tracking permette di distinguere i semplici passanti da chi davvero interagisce con i contenuti. È come passare da guardare il traffico di una strada a osservare quante persone entrano davvero in negozio.

Applicazioni in un progetto web

Quando si lavora a un sito, l’event tracking diventa uno strumento di progettazione oltre che di analisi. Se un e-commerce mostra che molti utenti aggiungono prodotti al carrello ma non completano l’acquisto, il dato non è solo statistico: è un campanello d’allarme che porta a rivedere il checkout. In una campagna di lead generation, invece, monitorare i click su un form consente di capire se il messaggio è convincente o se va rielaborato. In pratica, le azioni registrate diventano indizi concreti per ottimizzare il percorso dell’utente.

L’approccio di una web agency

Un’agenzia come The Rope non si limita a inserire qualche codice di tracciamento. L’obiettivo è legare ogni evento a un obiettivo di business. Non basta sapere che un video è stato visto: bisogna capire se quel video ha spinto l’utente a compiere il passo successivo, che sia una richiesta di contatto o un acquisto. Per questo, la configurazione degli eventi viene calibrata su misura, evitando il rischio di raccogliere troppi dati inutili o, al contrario, di lasciarsi sfuggire segnali chiave.

Errori da evitare

Il primo scivolone è tracciare tutto senza criterio, riempiendo i report di numeri che non dicono nulla. L’altro errore comune è l’opposto: limitarsi a poche metriche generiche, perdendo di vista dettagli che potrebbero fare la differenza. Serve equilibrio, e soprattutto serve collegare ogni evento a una domanda precisa: cosa vogliamo scoprire? Se la risposta non è chiara, il tracciamento rischia di diventare un esercizio sterile.

Un piccolo esempio

Immaginiamo un sito di corsi online. L’agenzia decide di tracciare il click sul pulsante “Iscriviti ora”. Dopo alcune settimane emerge che tanti visitatori lo premono, ma pochi completano il pagamento. L’analisi porta a scoprire che la pagina di checkout è troppo lunga e dispersiva. Semplificandola, le iscrizioni aumentano. Ecco come un singolo evento, ben monitorato, si traduce in una decisione concreta e in un miglioramento tangibile.