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Google Business Profile

Google Business Profile è la scheda digitale che Google mette a disposizione di aziende e professionisti per farsi trovare su Maps e nei risultati di ricerca locali. Non è una semplice vetrina con indirizzo e orari: si tratta di un vero asset di marketing che, se curato, influisce sulla fiducia delle persone e sulla visibilità online.

Perché conta davvero

Quando qualcuno cerca un ristorante, uno studio medico o un negozio vicino, spesso non visita per prima cosa il sito ufficiale, ma legge la scheda su Google. Foto, recensioni, contatti e indicazioni stradali diventano il primo punto di contatto con il potenziale cliente. Un profilo ben gestito può convincere una persona a entrare, mentre uno trascurato rischia di farla passare oltre.

Dentro un progetto web

Una presenza digitale completa non si limita al sito. In un progetto seguito da una web agency, il Google Business Profile entra in gioco come tassello fondamentale della strategia locale. Collegarlo al sito, aggiornarlo con eventi, offerte o novità e mantenerlo coerente con il brand è un lavoro che rafforza il posizionamento complessivo. È come avere un’insegna luminosa che brilla anche di notte: il sito racconta la storia, la scheda intercetta chi passa davanti.

Come una web agency può valorizzarlo

Lavorando su questa scheda, un’agenzia può ottimizzare ogni dettaglio. Dalla scelta delle categorie corrette alla cura delle immagini, dai post periodici all’analisi delle recensioni, tutto contribuisce a dare un’immagine professionale e affidabile. Non si tratta di riempire campi a caso, ma di comunicare con precisione la propria identità locale. Un parrucchiere che aggiorna regolarmente foto dei tagli, ad esempio, trasmette freschezza e competenza senza bisogno di grandi campagne pubblicitarie.

Gli errori più comuni

Molti sottovalutano la coerenza dei dati. Indirizzo scritto in modi diversi, orari non aggiornati o categorie scelte male possono confondere Google e soprattutto i clienti. Altro errore frequente è ignorare le recensioni: non rispondere, o farlo con frasi generiche, dà l’impressione di disinteresse. Una scheda viva, invece, è fatta di dialogo e aggiornamenti costanti.

Esempio pratico

Immaginiamo una piccola libreria indipendente. Oltre al sito curato, attiva un Google Business Profile con foto degli interni, eventi di lettura e l’inserimento puntuale degli orari speciali durante le festività. Un utente che cerca “libreria vicino a me” trova subito la scheda, vede che il giorno stesso c’è una presentazione di un autore e decide di passare. Senza quella scheda aggiornata, l’opportunità sarebbe stata persa.