Glossario

Link interni

I link interni sono collegamenti che puntano da una pagina di un sito a un’altra pagina dello stesso dominio. Non portano l’utente fuori, ma lo guidano all’interno di un percorso già tracciato. Sono la rete invisibile che tiene insieme i contenuti e permette sia alle persone che a Google di orientarsi meglio.

Perché contano davvero

Un sito senza link interni è come una libreria dove i libri non hanno indice: puoi leggere un volume, ma non sai cosa c’è dopo o dove trovare l’approfondimento giusto. I link interni servono a distribuire l’attenzione, a far emergere pagine che altrimenti resterebbero nascoste e a segnalare ai motori di ricerca quali contenuti sono più importanti. In più, se usati con criterio, allungano il tempo di permanenza degli utenti e migliorano l’esperienza di navigazione.

Nell’architettura di un progetto web

Quando si progetta un sito, i link interni vanno pensati come parte integrante della struttura, non come un’aggiunta dell’ultimo minuto. Una web agency attenta, come The Rope, lavora perché ogni pagina abbia un ruolo chiaro e sia collegata alle altre in modo naturale. Ad esempio, un articolo del blog che parla di strategie SEO può rimandare a un servizio specifico dell’agenzia, creando un filo logico che accompagna l’utente dal contenuto informativo all’offerta concreta.

Come massimizzare l’efficacia

La differenza la fa la scelta delle parole usate come ancoraggio, cioè l’anchor text. Devono essere chiare, descrittive e coerenti con la pagina di destinazione. Inserire link interni in punti strategici aumenta le possibilità che un visitatore scopra sezioni del sito che da solo non avrebbe mai trovato. Un altro aspetto è la distribuzione equilibrata: troppe connessioni concentrate in un’unica pagina rischiano di confondere, mentre un uso calibrato rende la navigazione scorrevole e logica.

Errori da evitare

Uno degli sbagli più frequenti è ripetere sempre lo stesso link con lo stesso testo, creando un effetto ridondante. Anche rimandare a pagine poco utili o irrilevanti può indebolire la fiducia del lettore. E poi c’è il rischio di costruire collegamenti forzati: se un link non aggiunge valore, meglio lasciar perdere. Infine, attenzione a non usare ancore generiche come “clicca qui”, che non dicono nulla né all’utente né ai motori di ricerca.

Un esempio concreto

Pensa a un sito che parla di viaggi. In una guida su Firenze, un link interno potrebbe portare a un articolo dedicato agli Uffizi, e da lì a una pagina con consigli pratici su come prenotare i biglietti. L’utente non deve mai sentirsi perso: ogni clic deve sembrare naturale, come seguire le indicazioni di un amico che conosce bene la città.