Glossario

Thin content

Con l’espressione thin content si indicano quei contenuti poveri, troppo brevi o privi di reale valore per chi li legge. Non basta che una pagina web esista: se ciò che offre è scarno, ripetitivo o palesemente scritto solo per riempire spazio, agli occhi di Google e degli utenti equivale quasi al nulla.

Perché conta davvero

Un sito web può avere la grafica più curata del mondo, ma se i testi non dicono niente, il risultato sarà sempre deludente. I motori di ricerca premiano ciò che risponde a un bisogno concreto. Una scheda prodotto con due righe generiche o un articolo che gira a vuoto senza dare informazioni utili rischia di affondare nel mare dei risultati. Thin content significa meno autorevolezza, meno traffico qualificato e meno fiducia da parte di chi arriva sulla pagina.

Applicazione nei progetti digitali

Quando si progetta un sito, il rischio di cadere nel thin content è altissimo. Capita con le schede prodotto di e‑commerce copiate dal catalogo del fornitore o con pagine di servizio che si limitano a dire “siamo professionali e affidabili” senza esempi concreti. Una web agency attenta come The Rope lavora per trasformare queste pagine in risorse vere: testi che raccontano differenze, risolvono dubbi e offrono dettagli unici, così che ogni sezione del sito abbia un motivo preciso per esistere.

Come massimizzare il valore dei contenuti

Il contrario del thin content è un contenuto denso e mirato. Non significa scrivere chilometri di testo, ma fornire risposte chiare e complete. Una descrizione di prodotto ben fatta spiega materiali, utilizzo, benefici reali e magari include una breve guida pratica. Un articolo di blog non serve a riempire la pagina: deve intercettare una domanda e scioglierla con competenza. La differenza si sente subito, perché il lettore resta, legge e agisce.

Errori comuni da evitare

Molti pensano che basti moltiplicare le pagine per scalare i motori di ricerca. Il risultato è un sito pieno di doppioni, testi copiati o paragrafi vuoti. Anche l’uso eccessivo di keyword senza un filo logico porta a contenuti sottili: sembrano scritti per un algoritmo e non per una persona. Il vero passo falso è dimenticare che dall’altra parte c’è un lettore in carne e ossa, con esigenze precise.

Un esempio pratico

Immaginiamo due schede prodotto per la stessa tazza in ceramica. La prima dice solo “Tazza bianca, capacità 300 ml, ottima per colazione”. La seconda racconta che è realizzata a mano, resistente al microonde, con smalto atossico e disponibile in più colori. Nel primo caso siamo davanti a thin content: qualunque sito potrebbe dire lo stesso. Nel secondo, invece, chi legge percepisce informazioni utili e differenzianti. Ecco la differenza tra scrivere per riempire spazio e scrivere per generare valore.